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La Bce potrebbe cambiare rotta sul fronte dei tassi di interesse e allontanare la stretta monetaria preannunciata per settembre. A fatrlo capire chiaramente è stato il presidente Jean-Claude Trichet intervenendo a Budapest, dove ha precisato che "non ci sono strade obbligate" e che l'istituto lasica aperte tutte le opzioni sui tassi nonostante i mercati stiano tornando alla normalizzazione. In una nota in cui ha annunciato un'asta a sette giorni da 194 miliardi di euro, l'Eurotower ha comunicato infatti che "in linea con la normalizzazione delle condizioni del mercato monetario sul breve termine la Bce continua a puntare a ridurre la extra liquidità che è stata accumulata nelle ultime settimane". Al di là delle rassicurazioni però Trichet ha precisato che ogni decisione sarà presa solo il 6 settembre, quando il Consiglio procederà alla valutazione di tutti gli elementi, tenendo in conto anche la crisi che ha colpito i mercati finanziari. Una dichiarazione interpretata dagli analisti come un vero e proprio rinvio della stretta. Secondo Marco Kramer, economista di Unicredit, questo "è un segnale di tregua che sta ritardando, forse a ottobre o anche dopo, un rialzo dei tassi". Il presidente della Banca centrale ha voluto sottolineare che la posizione espressa il 2 agosto scorso, quando l'istituto aveva fatto capire che era pronto a una nuova stretta monetaria, era precedente alle turbolenze dei mercati. Allora Trichet aveva usato la parola "forte vigilanza" sulla stabilità dei prezzi, una formula che mira a preparare i mercati a un rialzo dei tassi. Nei giorni scorsi la Bce ha confermato che la posizione restava quella espressa il 2 agosto facendo pensare che fosse pronta a un aumento dei tassi nonostante la crisi finanziaria e la mossa a sorpresa della Fed che ha deciso di tagliare il tasso di sconto Usa di mezzo punto al 5,75%. A distanza di pochi giorni è arrivata la precisazione: quanto detto "era prima delle turbolenze dei mercati che abbiamo dovuto affrontare a livello mondiale, e in Europa a partire dal 9 agosto". Pertanto, ha aggiunto Trichet, "la prossima valutazione sarà fatta il 6 settembre. Allora dovremo valutare tutti gli elementi dell'economia, valuteremo i rischi e prenderemo le decisioni appropriate in quel momento". Trichet ha ribadito comunque che la priorità dell'istituto resta il controllo dell'inflazione e ha assicurato che la banca centrale continuerà a monitorare i mercati. Durante l'intervento il banchiere ha definito inoltre "deludente" la produttività lavorativa nella zona euro nel decennio passato sottolineando però che è migliorata gradualmente dal 2005, quando nel primo trimestre registrò un aumento dello 0,2%, per arrivare a un +1,7% nel primo trimestre del 2007.
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